Luce naturale fonte di benessere: una soluzione per il risparmio energetico.

La luce naturale gioca un ruolo importante nello sviluppo dell’organismo umano, nella regolazione delle funzioni ormonali e metaboliche, nella produzione della melatonina o per la sintesi della vitamina D, attraverso l’esposizione degli occhi e della superficie corporea alla radiazione solare.
Nonostante il sistema visivo umano sia in grado di trasformare e rappresentare in colori solo le radiazioni elettromagnetiche “visibili”, il nostro corpo e ogni sua cellula percepiscono e reagiscono all’energia trasportata anche da tutte le altre radiazioni elettromagnetiche “non visibili”. Lo spettro di emissione del Sole percepito a terra varia molto dalla mattina alla sera, dall’estate all’inverno, attivando le funzioni metaboliche in modo diverso nell’arco della giornata e delle stagioni.
La variazione temporale della luce naturale è un meccanismo regolatore dei cicli biologici e la sua assenza, per un periodo di tempo prolungato, può provocare squilibri fisiologici.
Si è riscontrato infatti come la permanenza per lunghi periodi in locali illuminati esclusivamente da luce artificiale può portare a sintomi depressivi da cattivo illuminamento, sindrome chiamata anche “disturbo affettivo stagionale”.
La luce naturale, risulta una delle componenti indispensabili tra quelle che determinano la condizione di benessere, pertanto trasportarla in spazi privi di aperture apre nuove possibilità di abitare luoghi in cui non si potrebbero soddisfare i requisiti di benessere ottico-visivo.
La presenza di luce naturale non contribuisce solo a esigenze di buona visione, bensì permette di percepire le variazioni climatiche esterne a un ambiente e tramite esse dà luogo ad una continua stimolazione percettiva e al mantenimento della cognizione del fluire del tempo anche negli ambienti chiusi.
Negli ultimi anni assistiamo con maggiore frequenza alla diffusione di apparecchi di illuminazione artificiale che simulano la luce naturale. La luce bianca delle sorgenti artificiali è ottenuta con una composizione di radiazioni di frequenze diverse da quelle del Sole; infatti nello spettro di emissione della radiazione solare, si ha una variazione del colore della luce nell’arco della giornata. Si può comprendere pertanto, come la prolungata permanenza in locali illuminati artificialmente, possa nel tempo portare ad un’alterazione dell’input che viene dato all’organismo.
La comprensione di tecniche che provengono dal passato e l’ispirazione che scaturisce dagli esempi della natura, assumono sempre più una notevole importanza, soprattutto in virtù dell’aumentata difficoltà di approvvigionamento energetico a basso costo al quale andiamo incontro. Nel futuro dovremo necessariamente imparare a gestire meglio certi equilibri distorti tra sistemi economici, ambientali e sociali.
Dalla volontà di unire esigenze di benessere fisico e psicologico con politiche che promuovano idee e azioni di sostenibilità ambientale e risparmio energetico nasce l’interesse per il progetto con luce naturale.
L’illuminazione naturale degli ambienti avviene attraverso superfici verticali, lucernari e condotti di luce.
Oggi le finestre possono avvalersi di tecnologie nuove quali i materiali isolanti trasparenti, che in base alla loro struttura geometrica hanno caratteristiche differenti: la combinazione dell’alta trasmissione ottica all’energia solare e il buon isolamento termico, dovrebbe suggerire un impiego sempre più diffuso di tali materiali. Per il controllo del surriscaldamento estivo, nel caso in cui non si possa disporre di elementi schermanti esterni, presentano un particolare interesse i materiali cromogenici che, applicati tra due lastre di vetro, hanno la capacità di modulare la radiazione solare entrante all’interno di un edificio. Tali materiali cambiano le loro caratteristiche di trasmissione ottica, ovvero la trasparenza, al variare della radiazione solare incidente (fotocromici), della temperatura (termocromici) o all’applicazione di un campo elettrico (elettrocromici).
I materiali a transizione di fase, detti “a calore latente”, immagazzinano e restituiscono l’energia termica nel passaggio dello stato fisico reversibile del materiale; alcuni di questi vengono integrati direttamente nei materiali da costruzione per migliorarne la capacità termica.
Gli shed e i lucernari sono adatti ad ambienti che possono permettersi un contatto diretto con l’esterno. I sistemi di canalizzazione invece sono adatti ad ambienti sotterranei o privi di contatto con l’esterno e hanno la funzione di raccogliere la luce e di condurla, mediante il sistema della riflessione, della rifrazione e della diffusione dei raggi luminosi, in quelle zone ove essa è più carente, per supplire alla disomogeneità degli illuminamenti dei locali molto estesi in cui il flusso luminoso in ingresso è concentrato in prossimità delle finestre.
I sistemi a captazione e canalizzazione della luce hanno una potenzialità di applicazione elevata per tutti quegli ambienti privi di aperture, in generale ambienti ad uso discontinuo, che non comunichino direttamente dall’esterno: locali di servizio, edifici interrati, parcheggi multipiano, centri commerciali a più piani, ecc.
Per concludere, l’impiego di tali sistemi potrà in parte condurre ad un’ottimizzazione del rapporto tra risorse naturali e qualità dell’abitato, aiutandoci forse un giorno a risolvere i problemi energetici del Pianeta.

L’Architettura bioclimatica. Arricchita dallo studio dei processi del mondo vegetale e animale.

La Natura ha sviluppato nel corso dell’evoluzione un’incredibile molteplicità di strategie per il risparmio e la razionalizzazione dell’utilizzo di energia e informazione, per l’ottimizzazione degli scambi metabolici di tipo materiale e immateriale. Sono ormai noti i processi grazie ai quali le strutture fisiche degli esseri viventi riescono ad adattarsi alle più diverse situazioni climatiche della Terra: ai cambiamenti del clima esterno, delle condizioni fisiche, geografiche e territoriali, e dell’attività del corpo, gli organismi reagiscono con l’uso di membrane fortemente adattive, e con complessi meccanismi di autoregolazione. Per produrre riscaldamento e raffrescamento, per ottenere una buona ventilazione quando necessaria o schermarsi del tutto da essa, per operare le complesse sintesi metaboliche caratteristiche degli organismi viventi in Natura, è possibile constatare che vengono utilizzate esclusivamente energie rinnovabili. Si pensi che nel mondo animale, gli architetti sono nati molto prima che l’Homo Sapiens compisse i suoi primi rudimentali tentativi di costruzione, e quindi non ci si deve stupire se i manufatti degli stessi superino spesso, ancora oggi quelli umani per funzionalità, adattamento ecologico, solidità strutturale, efficienza energetica, economia, gestione delle risorse e precisione nell’esecuzione. Ci sono concentrazioni di talenti architettonici tra i molluschi così come tra gli uccelli. E non occorre che le specie siano particolarmente intelligenti o evolute per essere abili costruttrici. Infatti, l’organizzazione anche di animali semplici può risultare complessa. Si pensi alle termiti, alle vespe o alle formiche, che rappresentano gli animali socialmente più organizzati. La risorsa cruciale diviene allora la comunicazione e il modo di interagire tra gli attori e di interrelarsi tra loro così che la progettazione viene a dipendere non solo dalle qualità tecniche, ma anche da quelle disponibili nell’ambiente sociale. E’ sorprendente notare, dal punto di vista economico e gestionale della progettazione, come gli animali tendano a programmare la costruzione nei periodi dell’anno in cui il costo energetico richiesto alla specie è più basso, cercando sempre di ottimizzare al meglio l’uso dei fattori climatici locali. Le termiti–bussola australiane, per esempio, orientano i loro nidi esattamente in direzione nord–sud per ridurre al minimo il calore di mezzogiorno e sfruttare al massimo l’irraggiamento solare del primo mattino e del tardo pomeriggio. Anche la capacità di adattamento climatico del mondo vegetale ha dell’incredibile. Le piante, infatti, rappresentano la forma di vita con più spiccata capacità di adattamento alle più diverse situazioni climatiche terrestri, anche laddove l’uomo o qualsiasi altra forma di vita animale, non riuscirebbero a sopravvivere in alcun modo. Esse sono in grado di adeguarsi alle oscillazioni climatiche nell’arco della giornata, delle stagioni, e a quelle dovute ai diversi fenomeni meteorologici. Per quanto riguarda il controllo dei carichi termici, le piante possono arginare l’aumento di temperatura, sfruttando l’effetto di raffreddamento per evaporazione acquea per mezzo delle foglie. Tutto ciò permette loro di invertire il fenomeno, arrivando ad ottenere temperature fogliari inferiori rispetto a quella dell’aria. In zone calde spesso si trovano foglie fessurate che permettono di rifrangere il calore con più facilità. In certi casi le foglie sono ridotte a vere e proprie spine, che offrono solo una piccolissima superficie ai raggi solari. In conclusione, gli esempi offerti dalle straordinarie soluzioni architettoniche presenti nel mondo biologico di tipo animale e vegetale mostrano che gli organismi trofici e le piante hanno sviluppato per la sopravvivenza molteplici strategie per adattarsi all’Ambiente e ridurre gli effetti negativi ed ostili anche delle condizioni climatiche più sfavorevoli. Uno studio più approfondito di tali capacità, porterebbe l’uomo a plasmare al meglio il suo spazio vitale.

 

 

Il canto del TUTTO: secondo la tradizione orientale la vita è canto, danza, ritmo. La vita è la tua canzone.

Quando accetti la natura e ti dissolvi, la segui: il canto del Tutto è la tua canzone. La danza del Tutto è la tua danza, non ne sei più separato. Non senti più dentro di te la voce che dice: “Io sono…”, ma senti soltanto: “Il Tutto è… ogni essere è  solo un’onda che viene e va, arriva e parte, c’è e non c’è. Arriva e se ne va. Il Tutto rimane. Ogni essere esiste grazie al Tutto, e il Tutto esiste attraverso ogni essere”. A volte il Tutto assume una forma, altre volte è privo di forma. In entrambi i casi è bellissimo. A volte sorge nel corpo, altre volte scompare dal corpo; deve essere così perché la vita è ritmo: a volte deve essere in una forma, ma poi si deve riposare nell’assenza di forma. A volte deve essere un’onda attiva che si muove, altre volte si inabissa e si riposa, immobile. La vita è ritmo. Il mistero…  lo sconosciuto, l’Aldilà non è un nemico: è solo un cambiamento di ritmo. Gesù non è il solo a essere risorto. Tutto ciò che esiste risorge. Dobbiamo  quindi farci coraggio e uscire alla luce del sole per abbandonare l’oscura caverna del tempo. Questo accadrà solamente quando avremo abbandonato le nostre  abitudini, la solita routine… allora l’essere potrà osservare la vita con un altro sguardo. Essa si trasformerà in un canto perché la vita se la guardi dal punto giusto è danza, beatitudine. La vita è una benedizione.

Il mio nuovo My Blog: ” by Gemma”

Patrizia Torelli è una libera Professionista che vive e lavora a Roma, da sempre con la passione di scrivere. Nel 2006 ha collaborato per il Notiziario della “Consulta Nazionale Femminile donne Geometra”, pubblicando tre articoli Professionali: “Luce naturale, fonte di benessere…”, “La casa del nuovo millennio”, “L’Architettura bioclimatica…”. Da anni sperimenta anche le sue potenzialità artistiche attraverso le sue creazioni (quadri, poesie, romanzi). “Gemma” è il suo nome d’arte. Esordisce nel 2009 con l’Opera “Una Gemma Preziosa” – Edizioni Uni-service. Nel 2010 pubblica  “La Gemma nel cuore” – & my Book – un marchio di Caravaggio Editore. Nel 2015 cura la biografia e l’introduzione alle poesie di sua mamma: “Le Poesie di Mimma” – edizioni digitali Babyloncafè. La penna scorre ancora e nel 2016 pubblica il prosieguo della saga “Il misterioso mondo di Gemma” – Edda Edizioni e nel 2018 dà alla luce “Gemma Preziosa” – Edda Edizioni. Tutti i libri sono dedicati alla memoria dei suoi genitori, grandi pilastri della sua vita.